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Automazione E-Mail
Chi aspetta più di un'ora comincia a guardarsi intorno. Un flow automatico risponde mentre il contatto è ancora sulla tua pagina.
Il modulo compilato alle 21 resta lì fino alle 9 del mattino
Alle nove il potenziale cliente ha già scritto ad altri due fornitori, e uno dei due gli ha risposto ieri sera. Nelle aziende piccole è normale che sia così: chi dovrebbe rispondere è la stessa persona che segue la produzione, i clienti attivi e i fornitori.
Il contatto si raffredda, il secondo messaggio non parte mai e l'occasione si perde non per il prezzo né per la qualità del servizio, ma per le ore passate tra la richiesta e la risposta.
Come si costruisce una risposta che parte da sola
I momenti che contano
Individuiamo dove un'automazione cambia davvero qualcosa: nuova iscrizione, richiesta di preventivo, acquisto, silenzio prolungato.
Costruzione dei flow
Progettiamo le sequenze con condizioni e attese calibrate, evitando il messaggio robotico che si riconosce dalla prima riga.
Punteggio dei contatti e CRM
Assegniamo un punteggio in base a quello che i contatti fanno davvero e li portiamo nel CRM, così chi telefona sa da chi cominciare.
Controllo dei flow attivi
Guardiamo aperture, clic e conversioni di ogni automazione e interveniamo appena i numeri iniziano a scendere.
Le domande prima di automatizzare
No: copre la prima risposta e la qualificazione, poi consegna il contatto caldo a una persona nel momento in cui serve davvero parlarsi.
Aiuta, ma non è indispensabile: si parte dalla piattaforma email e il CRM si aggiunge quando i volumi lo giustificano.
Le automazioni di base, benvenuto e carrello abbandonato, sono operative in una o due settimane dal via libera sui testi.
La risposta arriva a una persona del tuo team: l'automazione gestisce la partenza, non la conversazione una volta che è cominciata.
Vediamo dove si perdono i contatti
Trenta minuti gratuiti per capire se le automazioni sono davvero il primo problema da risolvere, o se conviene iniziare da un altro.